Lo Sciamano dell’Identità Suprema

Tavola su Legno con smalto nero a opera dell’amministratore del Sito. Capitolo sull’Idetità dellem Creature di Zhuangzi

Zhuangtzi (Chuang Tzu) apre la via dello Sciamano Oltre-Il-Polo-Supremo, il Tai Chi Ren che ha realizzato la Perfetta Comprensione, oltrepassando il varco custodito dalle due polarità.

Zhuangtzi: – Cap. II- sull’identità delle Creature.
Guardando come ‘altro’ non si percepisce
Guardando come conoscenza, si capisce.
Si dice: “ l’altro è creato dall’essere questo
E ‘essere questo’ è ragione dell’altro.”.

Vi sono diverse traduzioni sulla frase che apre il capitolo: 物無非彼,物無非是 (wu4 wu2 fei1 bi3, wu4 wu2 fei1 shi4), le traduzioni in italiano in genere riportano il testo così: la creatura non è che non sia quello, la creatura non è che non sia questo. Ho voluto però tracciare una versione, di certo meno elegante ed accurata, ma che corrisponde all’esperienza e all’intuizione da me maturate attraversando il Tai Chi Quan.  Sicché bi3 彼, è la parola che identifica il pronome ‘quello’ nel dizionario, ma anche il termine ‘altro’ , mentre shi4 是 assume sia la funzione di ‘questo’ di copula , ho dunque adoperato un suo senso specifico: essere questa cosa, che ho sintetizzato con ‘essere questo’ sottinteso il predicato.  

Quando l’Essere si specifica inevitabilmente crea un altro da sé, delimitandosi nel tempo e nello spazio: io sono questa cosa qui e non quell’altra lì, quell’altra cosa lì è il ‘tu’. Attraverso la differenziazione del soggetto da ‘altro da sé’, nasce il ‘tu’ e di seguito tutte le altre persone: Dall’Uno nasce il Due, dal Due il Tre, nel Tre hanno origine i Diecimila Esseri (i noi, i voi, i loro) (TTC-42). La negazione
非 fei1, appare nel primo verso del TTC: Non è costante Dao, e non si tratta di una negazione alla stregua di un ‘non’ generico, bensì è inserita in un significato più specifico come quello dell’esempio classico:


白馬非馬, 可cavallo bianco non (è) cavallo, può essere ?”

(Gongsunlongzi- discorso sul cavallo bianco)

esempio che comporta anche il verbo passivizzante ke3可. Fei1 la troviamo nel capitolo di Zhuangtzi assieme a 無 wu2, la parola che esprime Assenza (wu ming, wu wei) , un’altra negazione che non può essere associata a un semplice ‘non’, poiché racchiude in sé il concetto di ‘assenza’, vacuità, non-essere. Rendendo in italiano le frasi che aprono il capitolo di Zhuangtzi non possiamo comprendere la vastità multidimensionale espressa dai caratteri appaiati 無非 wu2fei1, ma adesso abbiamo un’idea di quale mondo ci si apra nel momento in cui leggiamo come ‘la creatura non è che sia quello, la creatura non è che sia questo’.


(…)
Altro ed essere questo, è la prassi della generazione dei poli accoppiati.
Parimenti la vita è affiancata alla morte
Così la morte si affianca alla vita
Allo stesso modo ciò che può essere è appaiato con ciò che non può essere.

[Zhuangzi ]

Quando sul Monte Sinai, l’Essere Supremo si palesa a Mosè, adopera per nominare Se Stesso:  אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה : Io Sono Colui che Sono (  Elohim disse a Mosè: “Io sono colui che sono”. Poi disse: “Dirai così ai figli d’Israele: Io-Sono mi ha mandato da voi“[Esodo3, 13-15]. Letteralmente la frase è traducibile con Io Sarò ciò che Sarò, l’Essere Supremo è presente, passato e futuro, è Visnu che emana da Sé e riassorbe in Sé il tempo dell’esistenza, il ciclo degli Yuga e con esso tutti i soffi del Creato di Brahma.  Adesso Zhuangtzi eleva l’attenzione verso la dissolvenza del Principio Supremo, andando oltre le generazioni dell’Uno:

La ragione dell’essere (affermazione) è la ragione del non essere (negazione)
La causa del non essere (negazione) è la causa dell’essere (affermazione)
Pertanto l’uomo della saggezza non segue questa prassi
e illuminata dal Cielo
è la sua ragione.

Fra le parentesi tonde che corroborano il testo vi sono due concetti riconducibili a ciò che potrei definire Teologia Negativa e Affermativa, la Presenza e l’Assenza di Dio, in quanto, proprio con Zhuangzi si oltrepassano questi due stati, arrivando a ‘liberare’ Dio dalle definizioni di Assente e Presente, realizzando la congiunzione di Daat , Conoscenza il frammento caduto dalla Sephirah suprema Keter , la Corona.

Pagina del Manoscritto Le Vie Geroglifiche attraverso il Tai Chi Quan , opera dell’Amministratore del Sito.
Particolare di Pagina del Manoscritto Le Vie Geroglifiche Attraverso il Tai Chi Quan – In alto Wu, l’Assenza, in Basso You, Presenza, il Centro – Perno è generato nello stato di Grazia della Meditazione

Il Saggio Markandeya vissuto nella santità perfetta dentro il corpo di Visnu, cade fuori dalla bocca dell’Essere Supremo e viene atterrito dalla notte infinita che lo avvolge. È il sonno di Visnu, che dorme in mezzo all’Origine di tutto, nelle acque dell’Oceano Primevo, poiché è prerogativa del Signore Supremo godere di Se Stesso nell’ Oceano Cosmico,mentre spunta dal Suo corpo il fiore di Loto dai Mille Petali d’Oro, al cui centro siede il Creatore Brahma. Nell’Alchimia Taoista l’aureo fiore che culla il Santo Creatore è promanato da Ciò che è Se Stesso, nel Segreto del Fiore d’Oro:


自然曰道,道無名相,一性而已,一元神而已。lo stato del Sé è chiamato Dao. Il Dao non ha nome o forma; è giusto l’essenza, lo spirito originale.


Il Bambino che nasce nel Loto, è il frutto della Stanza Bianca, la mente illuminata dalla Comprensione Perfetta nel più alto stato meditativo. Nella tradizione Cristiana il Re Celeste è il Bambino figli di Dio, il Cristo. Zhuangzi trascina il meditante nell’attenzione suprema verso il Centro del Cerchio, il Cardine del Tao:  il sonno, il Sognatore, il Saggio, il dentro e il fuori di Visnu sono una medesima cosa dell’Asse Supremo, l’Uno, yi1, visivamente, il carattere ricorda un’asse: 一 , l’asse che nel nome Tai4 Ji2 (Tai Chi) 太亟, attraversa   tutti e tre i livelli della Manifestazione: L’asse del Cielo, dell’Uomo e della Terra, sull’asse dell’Uomo giacciono anche i caratteri kou3 , 口bocca e la mano destra又 you4, assieme questi due segni formano la parola nome, 名ming2 e sono le prime forme di conoscenza che  conducono dalle mutevoli visioni senza fine dell’anello al centro dell’anello, il nome costante: Ming2 Ke3 Ming2, Fei1 Chang2 Ming2 (il nome che può essere nominato, non è costante nome):

Altro ed essere questo non è possibile che siano compatibili con un idolo (immagine),
ciò è chiamato : Perno del Tao
l’origine del perno è compatibile con il centro dell’anello
dove può rispondere senza fine alle mutevoli visioni.
Quindi essere questo è un infinito
Parimenti altro è un infinito

Pagina del Manoscritto Le Vie Geroglifiche attraverso il Tai Chi Quan. Opera dell’amministratore di questo sito

Se letto testualmente, il primo verso della Genesi Biblica, racconta di come l’Essere Supremo nel Tre ( la terza persona sottintesa del verbo) abbia creato la sua pluralità-noi di Elohim,  (בראשית ברא אלהים  bereshit barà Elohim – nel Principio crea Elohim), ed Elohim da inizio ai Nomi: i cieli ( al duale) e la terra , in seguito la Luce e ogni altra creatura viene all’esistenza attraverso la sua Bocca-Voce e la sua mano, poiché, come dice il salmista, le sue dita creano l’universo.

Per quanto possa essere sublime la narrazione religiosa, è fatta di ‘essere questo’ e ‘altro’, poiché parla di stati creativi, quando Brahma è già in azione oltre Visnu, pur essendo, nella Perfetta Comprensione, unità con Questi. Nella visione biblica è ciò che deve essere: la nominazione durante i Sei Giorni di Genesi sono veri e propri atti di Creazione nei quali il Santo (sia Benedetto) determina l’Altro da Sé. Così nei cicli, Yuga, di Visnu, si adempie l’esistenza degli esseri oltre l’Essere, pur rimanendo gli uni e l’Altro, Uno solo.   Lo Sciamano deve oltrepassare il Principio Supremo, per accedere alla Chiarezza, la luce celeste:


性命不可见,寄之天光,天光不可见,寄之两目。L’Essenza e la Vita non possono essere viste, sono contenute nella luce del cielo. La luce del paradiso non può essere vista, è contenuta nei due occhi.

Il Vangelo di Matteo parla di questa luce:

La luce del corpo è l’occhio: se dunque il tuo occhio è unico, tutto il tuo corpo sarà illuminato. [Matteo 6-22]

Shui Ching Tzi proferisce : Nel corpo umano lo spirito si manifesta negli occhi. La mente è il governatore dello spirito. Gli occhi sono il punto in cui si raccoglie lo spirito.

Oltrepassando l’asse dei due poli, vi è l’unica Realtà che illumina la mente del meditante, lo Stato di Grazia in cui dal Centro del Tao si contemplano tutte le Meraviglie (oltrepassare la Porta delle Cose Arcane, nel TTC 1), l’istante inimmaginabile, quando da Visnu, l’Essere Universale, procedono tutti gli elementi della sua essenza per formare lo spazio vitale, mentre Egli concentra la sua mente per far nascere di Brahma,  potremmo assimilare questa visione all’istante del barà Elohim. Nel Levitico parla אני יהוה Io Sono Y*H*W*H :  “Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. 34 Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso(…).”. Il forte amore è raccomandato anche nel rapporto fra l’Uomo e Dio in Deuteronomio 6. : 5 Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. 6 Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore (…)- Aderire all’Amore verso cui il Supremo Essere esorta significa entrare nella Grazia della Sephira   Chesed, ove dimora la libertà dai vincoli delle definizioni che polarizzano e limitano la visione al solo suo margine più esterno, quello della parola, alla sola circonferenza, lontani dal Perno del Tao:  – (…)Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l’arcano, chi sempre desidera ne contempla il bordo.

(TTC 1)- (…)Quando Dao è negletto, allora si hanno carità e giustizia, quando appaiono intelligenza e sapienza si hanno le grandi imposture (TTC 18).

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