Piccolo Canone Gotico .

Introito

Dalla Prima Pergamena, attraversandoil Silenzio del Tetragrammaton, entro nell’anima della scrittura adoperata per molti miei lavori: il carattere Piccolo Canone Gotico. Le Pagine Esoteriche del PCG, come le Pergamene non sono digitate, ma solo fotografate e riportate qui tal quali. Sono state composte usando un carattere tondo, veloce. Le consegno qui, quattro alla volta.

Giorno Uno:

le prime quattro pagine.

Pagina I
Pagina II
Pagina III
Pagina IIII

Sulla Capitale dei Fogli : la lettera “E”

La lettera che apre i primi fogli è la E maiuscola.

Pagina 1 del Foglio 2 ,
Capitolo Genesi della Torah.

Nel carattere creato partendo dal canone gotico, la maiuscola è costruita attraverso un semicerchio che sostiene il tronco con la sua radice e i suoi rami.  La parte inferiore della lettera è la manifestazione del Cerchio, la parte visibile del Creatore, il Creato tangibile, laddove l’Albero affonda i suoi piedi, (foglio terzo), nella metà invisibile si sviluppa invece la parte alta della lettera, è il luogo dove l’Albero apre le sue gemme. Potremmo, idealmente, invertire il disegno del tronco, cosicché la radice risulti in alto, e infatti è questo il senso del Terzo Foglio.

Capitale della Pagina 1 del Foglio 2: lettera E

La E è la traslitterazione latina della WAW, la Lettera del Sei, che nello Zohar ha la grazia di costruire il Nome Divino ed è la congiunzione ebraica che le lega parole e versi gli uni agli altri,  poiché è questo il suo ruolo all’interno del Tetragrammaton: Waw unisce le due He, i polmoni divini, essendo la colonna vertebrale dell’Uomo Cosmico, e li connette allo Yod che è in testa al Nome sacro, essendo il Pensiero del Creatore, il barlume della Manifestazione custodito nella Bet del Bereshit.   He è il Cinque, e Cinque sono i Temi di cui viene narrato dal Secondo al Terzo Foglio, i Canti che il Signore della Fondazione deve attraversare, intonandoli nel modo corretto, per compiere la Fondazione, secondo il percorso inciso nel suo retaggio dalla tradizione del Cristo ΤΕΤΈΛΕΣΤΑΙ (Tetelestai, Tutto è compiuto).  Era il sacerdote, dopo il sacrificio, che esprimeva quella parola che diverrà la Chiave di Passo della Pasqua Cristiana, Telestai. E di tale parola si avvalevano i documenti giudiziari, quando testimoniavano l’estinzione di un debito. La procedura giuridica, rammenta Paolo in Colossesi 2,14, adoperava tetelestai per dichiarare colui che avesse estinto il suo debito con la giustizia non più passibile di accusa. In greco il verbo tetelestai è il Perfetto di Teleo, portare a termine, compiere, consumare. Il tempo perfetto nella lingua ellenica esprime un’azione compiuta i cui effetti perdurano nel presente e nel futuro, ed è esattamente questo il senso della Fondazione che ricalca il Passo Finale del Cristo: la morte sulla Croce segna l’unificazione dei Mondi, lo Spirito di Cristo si riunisce al Padre, nelle sue  ultime parole, l’Uomo della Croce  rimette nelle Mani del Padre il suo Spirito.

La Mano è Yad, lo Yod, ed è il luogo ove le due He, i due Polmoni si ricongiungono, saldate nella Waw.  La Fondazione è il simbolo di quel momento inesprimibile, in cui lo Spirito del Figlio torna alla Casa Celeste, lo Yod, dopo aver attraversato la Creazione torna in Bet, nell’Invisibile. C’è tutto quanto è stato manifestato nelle Due He che si ricongiungono, essendo due Cinque, partecipano nel Dieci, che è la Totalità delle Anime Viventi (Nephesh), tutte le energie della Manifestazione che si incarnano nelle creature, sono gli Eserciti (le Schiere) che hanno partecipato nella Creazione, secondo il Nome: Signore degli Eserciti, poiché, come ricorda il Libro dello Splendore, il Signore schierò le Dieci Sefirot in due schiere da cinque, e fece di Esse le dita delle sue Mani, poiché, canta il Salmo, è con le sue Dita che il Signore diede forma alla Manifestazione.

I due pentagoni simboleggiano le Mani e le Schiere Sefirotiche, le Dieci Dita di Dio. [Foglio 1, Pagina1, Capitolo Genesi.]

Cinque Temi udibili dunque per ciò che è visibile, Cinque inudibili per l’invisibile, così è il Respiro del Reggitore, così è la Sua Immagine nella Forma del Tai Chi: il corpo è costituito del pieno come del vuoto, silenzio e suono sono i due Temi; soltanto l’ascolto di entrambe le partiture può rendere cosciente il pensiero nella Forma. Non c’è Suono che nasca senza il Silenzio, così la Forma di TaiChi non può manifestarsi nell’Uomo senza che egli torni a percepire la cavità del suo corpo. I due Quadrati del Foglio rammentano che v’è una relazione d’Amore fra ciò che è visibile e ciò che è invisibile, Noè, il Visibile, l’Arca in cui si radunarono le Energie della Creazione nel giorno del Compimento (il Diluvio), incontrò l’Invisibile, il Signore, nella sua Tenda. 

La Gerusalemme Celeste riassorbe la Gerusalemme Terrestre una volta che quest’ultima abbia trasceso la sua radice terrena invertendo il canone, facendo della volta (raqya samayin, il firmamento celeste di Genesi che divide le acque) la sua radice. Ogni creatura, narra Laotze, una volta giunto all’apice della sua vita, la maturità, si compie definitivamente, tornando alla radice. Il significato dei Cinque Temi è dunque nel simbolo del Compimento, il Sovrano dei Cinque Regni è il precursore del Fondatore, lo Sposo della Fondazione, il suo Attuatore, il principio attivo del Fuoco invisibile al Centro della Creazione.  E la Capitale che ne introduce i Fogli rammenta tale simbolo, con il suo gancio che lega assieme i due Quadrati, le due Gerusalemme, i Polmoni del Reggitore Celeste.